La Terra dei Fuochi continua a bruciare…

Nella Terra dei Fuochi nulla sembra essere cambiato. I rifiuti vengono smaltiti illegalmente e lontani da occhi indiscreti. Scarti della produzione industriale, materiali in disuso plastiche e calcinacci, e quanto di più tossico si possa bruciare, nei falò della morte all’odor di diossina. Tutti sanno, ma nessuno fa! Le discariche abusive sono state mappate, individuate e cerchiato con il rosso sulla cartina delle bonifiche urgenti, eppure la situazione, nonostante le apparenze, è sempre la stessa! In quella che una volta era la Campania Felix o la promettente “Terra di Lavoro”, nell’area che abbraccia le province di Napoli e Caserta, nel Triangolo della Morte individuato tra Acerra, Marigliano e Nola, tutto continua inesorabilmente a bruciare, soprattutto di notte, illuminandola, come un monito che evidenzia il disastro attivo da decenni in quelle terre segnate per sempre. Non bastano i proclami televisivi nei salotti perbenisti, le manifestazioni in piazza contro tutti e nessuno, la scossa che certi personaggi danno alla coscienza civica che poi si ribella. Contavano le operazioni di risanamento ambientale, le chiacchiere stanno a zero! Raccolta differenziata? Ok, si quella si che ha raggiunto risultati incoraggianti in alcuni Comuni dell’Area Nord di Napoli. La gente lo ha capito: la salute della propria terra, comincia dalle loro azioni. Ma non basta! Non basta togliere la “monnezza” dalle strade, se poi di “monnezza” interrata, si muore. E così, l’emergenza quella vera dei fuochi alla diossina e delle discariche abusive continua… E sono ancora lì, anche le piramidi di ecoballe sotto al sole, produttrici a tradimento di percolato, che ristagna nell’aria, soprattutto nelle torride notti d’estate, e scivola, maledettamente e silenziosamente nelle falde acquifere e nei campi coltivati nei paraggi delle piazzole di contenimento, proprio lì di fronte al tanto discusso Inceneritore di Acerra, in funzione a pieno regime, giorno e notte. E per eliminarle tutte, con il Termovalorizzatore messo agli straordinari, ci vorrebbero, statistiche alla mano, ben 13 anni. Ed in questi ipotetici anni di smaltimento rifiuti, quanta gente morirà ancora? Sono sempre più allarmanti le considerazioni dell’Istituto Superiore della Sanità sullo stato attuale dei fatti: nella Terra dei Fuochi vi è “un’elevata mortalità per un insieme di patologie neoplastiche” ed “elevata prevalenza alla nascita di malformazioni congenite”. Amen!

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