Facebook e Skype: amicizie da incubo sui social

Per un ragazzo toscano è bastato un click su Facebook per infilarsi in un incubo senza fine!

A chi non sarà capitato di ricevere su social Facebook una richiesta d’amicizia? In realtà tutti giorni veniamo sommersi da post, inviti ad eventi, inviti a giochi e richieste d’amicizia, di solito da parte di amici, parenti, colleghi… altre volte anche da parte di persone mai viste prima.

Ebbene, non bisognerebbe mai accettare ad occhi chiusi la richiesta d’amicizia di qualcuno che non si ha la più pallida idea di chi sia, questo lo sa bene Tommaso un ragazzo di Prato di 23 anni con due profili Facebook e Skype collegati tra loro. All’inizio Tommaso non aveva considerato quelle richieste d’amicizia credendo si trattasse di profili fasulli.

Poi, pero’ tutto è iniziato da quando, a seguito di una video chiamata di gruppo su Skype con alcuni amici, ha ricevuto la richiesta d’amicizia su Facebook di una donna che diceva di vivere a Londra e che diceva di trovare i contenuti social di Tommaso interessanti. Pensando ad un fake Tommaso ha ignorato la richiesta d’amicizia.

Subito dopo, però, sempre dalla stessa donna, gli è arrivata la richiesta di contatto su Skype, con la scusa che la donna diceva di conoscere parenti, amici di Tommaso e che era a conoscenza di alcuni dettagli della sua vita.

Poco tempo dopo, Tommaso diventa vittima di un vero e proprio incubo: un fotogramma di un video pedo pornografico viene ritoccato con il suo volto e, la donna che si era impossessata dei dati personali del ragazzo, pretende 500 euro per evitare che il video finisse su YouTube.

La donna voleva che Tommaso spedisse i soldi tramite la Western Union in Costa d’Avorio, e quando lui ha fermamente rifiutato, allora la ricattatrice ha abbassato le sue richieste fino a 100 euro.

Tommaso si è precipitato a denunciare l’accaduto alla polizia postale, non ricevendo più in seguito altri ricatti. Siccome anche altre persone sono rimaste vittime di ricatti di questo tipo, l’unica cosa che si consiglia è di denunciare subito il tutto.

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