Alzheimer: oggi più cure per rallentarlo

In Italia sono 850mila i malati di Alzheimer che è diventata la forma più comune di demenza nella popolazione anziana e non. Le prime avvisaglie possono comparire con un esordio precoce verso i 65 anni.

Il decorso di questa malattia è progressivo ed invalidante, distrugge le cellule del cervello e provoca un deterioramento irreversibile delle funzioni cognitive come la memoria, il ragionamento, il linguaggio fino a compromettere i normali gesti ed attività quotidiane.

Qualcosa nel cervello si spegne e poi nulla è più come prima. La malattia conosciuta come Alzheimer entra in sordina nella vita delle persone che ne sono colpite e dei loro familiari sino a rendere chi ne è affetto estraneo ai propri cari.

L’Alzheimer, nonostante i notevoli progressi della ricerca è ancora oggi una malattia incurabile e non ci sono terapie specifiche, ma ci sono farmaci che riescono a controllare i disturbi extracognitivi con molecole che rallentano il decorso della malattia stessa e bloccano la degradazione del neurotrasmettitore acetilcolino.

Quando prima si interviene con tempestività con una precoce somministrazione di nuovi farmaci, maggiore è la possibilità di rallentare le cellule del cervello. Per questo è fondamentale riconoscere i campanelli d’allarme della malattia.

Ma quali sono i campanelli d’allarme dell’Alzheimer?

Il primo è proprio la perdita di memoria soprattutto per gli eventi recenti: quando si invecchia è normale dimenticare un nome o dove sono posizionate le chiavi di casa.

L’allarme per l’ Alzheimer inizia quando la dimenticanza permane coinvolgendo i nomi dei figli e il riconoscimento delle persone care oltre all’incapacità di orientarsi in luoghi conosciuti fino a quel momento.

Poi subentrano difficoltà del linguaggio e sbalzi d’umore. Studi recenti stanno dimostrando che mantenere in attività il cervello abbassa il rischio di ammalarsi quindi fa bene leggere, giocare a carte, agli scacchi e fare parole crociate.

Commenti

Commenti

Lascia un Commento