Aliquota al 15%, ecco perché potrebbe far ripartire l’Italia

Da qualche giorno è tornata alla ribalta la proposta di legge per un’aliquota al 15%, la cosiddetta flat tax, per garantire e permettere all’Italia una ripresa economica. Da anni se ne fa portavoce Matteo Salvini e ora la cassa di risonanza è aumentata anche per aver ricevuto l’avallo di Silvio Berlusconi.

Le ragione del cambio aliquota al 15%

Uno dei principali motivi su cui si fondano le ragioni dei sostenitori del cambio aliquota al 15% è l’effettiva riuscita di questa riforma nei Paesi, circa 40, nei quali è stata già applicata. La Russia, l’Estonia, la Lituania, la Lettonia, la Serbia e il Paraguay, giusto per citarne alcune, hanno beneficiato degli effetti di questa riforma e sono a dimostrazione, nonostante le profonde differenze economiche (e non solo) di questi Paesi, della bontà di tale operazione.

A sostegno di tali tesi ci sono anche illustri docenti universitari, tra cui Alvin Rabushka, considerato il padre della cosiddetta ‘flat tax’ che considera questa forma di tassazione come una variante della celebre detassazione realizzata dal presidente Reagan.

Le perplessità sulla riforma dell’aliquota al 15%

Insieme alle voci favorevoli ci sono anche i perplessi, gli scettici e i critici. Questi ultimi ricordano le peculiarità del nostro Paese facendo notare come il cambio aliquota al 15% porterebbe diversi problemi: dal punto di vista di gettito ed equità fiscale e considerano tali proclami come una mera e strumentale operazione propagandistica.

C’è, inoltre, un aspetto non secondario da non trascurare: i sostenitori della ‘flat tax’ definiscono gli italiani retrogradi perché, a loro dire, credono ancora al ‘mito della progressività’; in realtà c’è da tenere conto che questo mito (vero o presunto), è parte integrante della Costituzione italiana per cui oltre a non essere semplicissimo prevederne un cambiamento, rischia di essere piuttosto uno stravolgimento dalle fondamenta che un reale vantaggio per le famiglie e le imprese italiane.

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