Errori Fisco, il caso del risarcimento dell’Agenzia delle Entrate

Sono in tanti a lamentare gli errori Fisco italiano, sia nella lungaggini e ritardi burocratici, ma anche nei veri errori di compilazione delle cartelle esattoriali. Un caso sta facendo clamore, perché si parla di un risarcimento di 15mila euro a un contribuente, per i danni dovuti alla “sofferenza psicologica” subita.

Gli errori Fisco: le cartelle esattoriali

La storia di Giuseppe inizia, come quella di tanti italiani, dalla sottoscrizione di un mutuo e dalla scoperta di avere un’iscrizione ipotecaria per due cartelle esattoriali di quindici anni fa per una somma di circa 476mila euro. Il problema, tra i tanti, è che in questi lunghi quindici anni Giuseppe non ha mai ricevuto una cartella esattoriale da parte dell’Agenzia delle Entrate. E per questo, ovviamente, Giuseppe solleva le sue obiezioni.

Il risarcimento dagli errori Fisco

Si viene quindi a scoprire che Equitalia ha sì spedito quelle cartelle, ma ad un indirizzo sbagliato. La storia dovrebbe concludersi qui, con l’ammissione dell’errore e la risoluzione del problema, considerando l’assenza di responsabilità da parte del signor Giuseppe. E invece, come accade regolarmente in questi casi, sono iniziati i problemi.

Il risarcimento a seguito degli errori Fisco

L’iter giudiziario intrapreso dal signor Giuseppe porta nel 2008 al riconoscimento delle sue ragioni presso la Commissione tributaria provinciale e, due anni dopo, in Commissione tributaria regionale. A distanza di altri sette anni la sentenza definitiva della Cassazione che riconosce diverse responsabilità di Equitalia, tra cu quella di aver “proceduto all’ iscrizione dell’ipoteca pur avendo consapevolmente provveduto alle notifiche”.

Quindi se ad ogni reato corrisponde la sua pena ecco che, come lamentato dal signor Giuseppe, in questi quindici anni egli abbia subito una “condizione di sofferenza psicologica” per la quale ha richiesto il risarcimento di 15mila euro, da pagare immediatamente.

La storia è maestra di vita e questa insegna poco, considerando che con i ritardi (e non solo) causati dal Fisco devono più o meno convivere obtorto collo moltissimi contribuenti. Questa storia insegna che si può vincere contro il Fisco, ammesso che si abbiano a disposizione quindici anni di vita per sperare di riconoscere l’ovvio.

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