Legalizzazione cannabis: l’analisi dei costi e dei benefici

Un tema sempre dibattuto è quello della legalizzazione cannabis; rimossi gli aspetti etici e sospeso il giudizio su quelli di salute, ecco un’analisi dei costi e dei benefici.

Costi e benefici della legalizzazione cannabis

Per valutare costi e benefici della legalizzazione cannabis bisogna fare una breve premessa: i costi si possono dividere in ‘diretti’ e ‘indiretti’; i primi sono quelli relativi alla creazione di tutta la struttura che bisognerebbe realizzare per la produzione, gestione e vendita della cannabis; quelli indiretti sono quelli conseguenti all’aumento dei consumi.

Costi e benefici legalizzazione cannabis

Fatte queste premesse, analisi svolte negli ultimi anni spiegano che ivantaggi sono di diverso tipo: innanzitutto la riduzione di tutte quelle spese relative alla repressione, un maggior gettito fiscale e, sul fronte dei benefici indiretti, una migliore qualità dei prodotti in commercio e un contrasto rilevane alla criminalità organizzata.

Legalizzazione cannabis: i numeri del fenomeno

Parlando di legalizzazione cannabis non si può ignorare il numero della diffusione di questo fenomeno: stando a quanto riporta l’Osservatorio europeo delle droghe in Italia il 19% delle persone, tra i 15 e i 34 anni, ha fatto uso di cannabis nell’ultimo anno. Questo dato dimostra come tale percentuale è inferiore solo a quella francese.

Una delle conclusioni della ricerca è che tale fenomeno, essendo diffuso, è più facile (e sostenibile) accettarlo e regolarizzarlo tramite legalizzazione, piuttosto che proibirlo.

La questione però rimane per molti aspetti irrisolta, in quanto il principio che fonda la legalizzazione non è fondato sulla bontà e utilità del fenomeno che si vorrebbe legalizzare (in questo caso la vendita della cannabis), ma sui vantaggi economici; questo significa che, potenzialmente, qualsiasi fenomeno perché diffuso e perché economicamente utile potrebbe (e addirittura dovrebbe) essere legalizzato. Siamo proprio sicuri che sia questo il progresso? E, ancora, siamo proprio sicuri che questa società sia pronta a sostenere le coerenti conseguenze di tali principi? Domande, alle quali sarebbe opportuno dare delle risposte.

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