Cina: rigida censura delle applicazioni

Le nuove leggi del governo cinese prevedono la registrazione degli utenti e prevede che tutte le applicazioni vengano sottoposte alla censura. Ne sa qualcosa Apple che con la Cina ha sempre avuto rapporti conflittuali, anche se proficui.

In passato, Apple ha venduto numerosi quantitativi di iPhone in Cina, ma il governo si è fatto sentire e ad aprile sono stati messi al bando iTunes Movie e iBooks.

Adesso arrivano nuove regolamentazioni previste dal Cyberspace Administration of China (CAC) che andranno a colpire anche le applicazioni, creando danni sia agli sviluppatori che agli utenti e tutto per rafforzare ancora di più la censura e lo stretto controllo del governo.

Dal primo agosto, tutti gli utenti saranno costretti a verificare la propria identità registrandosi e fornendo, quindi, dati come nome e cognome e numero di telefono. Inoltre, tutti i negozi di applicazioni dovranno necessariamente tracciare i download dei propri utenti e dovranno fornire uno storico di almeno 60 giorni; dovranno essere evidenziate le attività degli utenti e dovranno essere segnalati tutti quei comportamenti e quei contenuti che potrebbero violare la censura del governo. Questo vale, ovviamente, anche per l’Apple Store.
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Cina: inasprimento della censura anche nelle App

Queste nuove regole scatteranno anche per gli sviluppatori che, dal primo luglio, saranno sottoposti a verifica così come le applicazioni; lo State Administration of Press, Publication, Radio, Film and Television of the People’s Republic of China (SAPPRFT) si occuperà di controllare e approvare i contenuti che possono circolare in Cina.

Apple e gli altri servizi di applicazioni e servizi online non hanno ancora comunicato questa decisione.

Sicuramente, le nuove regole rallenteranno di molto il processo di approvazione delle applicazioni (si parla di circa 20 giorni di attesa) e rappresentano un forte inasprimento dei controlli di regime. Le nuove forme di comunicazione che nascono dall’utilizzo degli smartphones sono viste in maniera piuttosto negativa dal governo e non stupisce, quindi, questo rafforzamento di censura.

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