Indipendenza Alto Adige: un referendum per passare all’Austria

Si torna a parlare di indipendenza Alto Adige, anche a seguito dell’interesse che sta suscitando la campagna indipendentista della Catalogna in Spagna. Il Consiglio provinciale di Bolzano ha redatto un dossier per proporre un referendum per annettere l’Alto Adige all’Austria.

L’indipendenza Alto Adige

L’indipendenza Alto Adige passa dalla volontà di separarsi dallo Stato italiano e l’obiettivo è quello di richiedere, prima, il cambio di denominazione: non più quindi Alto Adige, bensì Provincia autonoma di Bolzano/Sudtirol e passare i poteri dalla Regione alla provincia. A portare avanti questo progetto sono il partito SVP e il PD.

Parimenti si vorrebbe attribuire alla nuova provincia tutte le competenze specifiche tipiche degli enti internazionali, in modo da relazionarsi in maniera indipendente con l’Unione Europea, tanto da candidarsi anche per partecipare alla vita politica attiva dell’UE.

L'Talia e l'indipendenza Alto Adige

L’Italia e l’indipendenza Alto Adige

Non è la prima volta che si parla di indipendenza Alto Adige né di altre provincie o regioni. Qualche tempo fa un quotidiano svizzero aveva avanzato l’ipotesi di annessione della Lombardia. Non è certamente un periodo di grande unità nazionale quello che sta passando l’Italia.

La proposta indipendentista dell’Alto Adige passerebbe anche dalla costituzione di una Corte Costituzionale altoatesina con i poteri di affrontare le varie questioni che sorgerebbero nei confronti della Costituzione italiana.

Il progetto sarà esaminato dalla Provincia per poi passare all’esame del governo. Nel referendum saranno proposte diverse ipotesi di annessione, ma la più probabile è quella di chiedere l’ingresso nell’Austria, ma non è da escludere, eventualmente, anche la costituzione di uno Stato sovrano.

Le reazioni contrarie non si sono fatte attendere, come quella di Alessandro Urzì del centrodestra che ha parlato di “svendita dell’italianità”, per poi aggiungere: “Il testo della Convenzione è stato approvato con la complicità dell’SVP, in cambio del sostegno al Governo Gentiloni e di qualche seggio garantito alle prossime elezioni“.

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